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Molte società di successo, private e/o caratterizzate dalla presenza nel capitale di investitori istituzionali, si trovano, in un determinato momento del loro percorso, a valutare l’ipotesi di quotarsi in Borsa.

Le società possono avere un piano di nuovi investimenti da finanziare o possono voler crescere più incisivamente tramite acquisizioni; o ancora, membri della famiglia fondatrice o soci finanziari possono ricercare un’opportunità per diversificare l’investimento o dover affrontare più agevolmente un ricambio generazionale.

La quotazione offre una risposta a queste esigenze e rappresenta una scelta chiave per il futuro dell’azienda. Per questo è necessario che le società valutino attentamente tutti gli aspetti della quotazione e le implicazioni che lo status di società quotata implica sulla gestione aziendale.

La quotazione in Borsa rappresenta una scelta chiave di gestione straordinaria che crea prestigio e valore per gli azionisti attraverso un influsso positivo su tutti gli aspetti di gestione ordinaria.

La problematica è complessa per poterla descrivere in modo succinto e quindi ci riserviamo di ampliarla attraverso un incontro personale diretto. Qui di seguito diamo solo una sintesi che non può essere esaustiva.

Gli imprenditori hanno tre modi per finanziare i loro progetti e aziende:

Ø Investire i propri risparmi

Ø Farsi finanziare da privati o Banche

Ø Quotarsi in Borsa

Investire i propri risparmi ha il vantaggio di non dovere rendere conto a nessuno se non a se stessi, ma se il progetto è grande i fondi debbono essere adeguati e questo non è sempre alla portata di tutti.

Farsi finanziare dalle banche richiede solide garanzie a costi elevati ma soprattutto i prestiti vanno restituiti.

Quotarsi in Borsa è il sistema più agevole ed a minor costo per il reperimento di risorse finanziarie, che non debbono essere restituite, ma non è indicato per quegli imprenditori poco avveduti che non vogliono interferenze altrui nelle loro società e non vogliono condividere il successo dei loro progetti o aziende con altri.

Purtroppo se il progetto è grande anche le risorse devono, per forza, essere adeguate e in questo caso la quotazione in borsa è l’unico sistema per potersi finanziare a basso costo e dare corpo alle proprie idee. Certo il progetto deve essere credibile, ben articolato e capace di generare ricavi in condizioni di autonomia gestionale per attrarre investitori.

Se si sceglie questa strada l’'unico obbligo dell’imprenditore è rendere conto del proprio comportamento agli azionisti che partecipano all’iniziativa. Il rendiconto è annuale e se l’imprenditore è onesto e visionario dovrà vedere questo rendiconto non come un gravame ma come esaltazione delle sue idee e condivisione del suo successo.

Per possedere un azienda non c’è bisogno di detenere il 100% delle azioni di una società. Per governarla è sufficiente il 51% e talvolta anche meno. Per esempio in Italia, la famiglia Agnelli governa la Fiat con meno del 30% perché l’'azionariato è molto diluito e nessuno è in grado di contrastarla mettendo insieme un pacchetto pari al suo.

LA QUOTAZONE NEGLI STATI UNITI

In Europa la quotazione di Borsa prevede una serie di procedure burocratiche che talvolta fanno desistere l’imprenditore. Sono soprattutto i tempi lunghi, i costi notevoli, i bilanci certificati e considerevole storia operativa. Inoltre le società debbono avere già un patrimonio netto elevato che non si addice alle società di nuova costituzione o in start up.

La legislazione americana che regolamenta i mercati borsistici, nella sua pur nota severità, è meno stringente nelle procedure di quelle delle Borse Europee perché interpreta in modo appropriato le regole del mercato.

Per chi ha necessità di velocizzare la quotazione per raccogliere risorse, la soluzione è la quotazione della potenziale società nella Borsa telematica americana (OTC BB un segmento del NASDAQ) sia perché il mercato dei capitali americano è il più importante al mondo, sempre pronto a finanziare nuove iniziative che hanno grandi potenziali di reddito, sia perché la quotazione è possibile anche per le società appena costituite.

Seguendo la procedura del registration statement messa a punto da INTERINVEST per le PMI con lo studio legale negli Stati Uniti, i tempi di quotazione sono relativamente brevi (6-8 mesi) e con costi contenuti, al contrario di quella normalmente utilizzata attraverso una IPO (Initial Public Offering) che prevede tempi lunghi (oltre un anno) e costi elevati ma soprattutto almeno tre anni di bilanci della società.

Questa formula consente inltre, con adeguate strategie di: rientrare rapidamente dell’inve-stimento effettuato, reperire risorse finanziarie importanti ma, cosa più importante, mantenere nello stesso tempo il controllo della propria iniziativa.

L’aspetto più interessante, comunque, è che la società quotanda in USA non deve avere come requisito essenziale una particolare capitalizzazione come richiesta in Italia o in altre Borse Europee. Qualsiasi capitale può andar bene l’importante è un buon progetto, la trasparenza della gestione e il rispetto delle regole.

Negli Stati Uniti è’ vietato vendere titoli se la società non è una “public reporting company”.

Per questo la legislazione USA prevede innanzitutto che la società quotanda si sottoponga al controllo della SEC (Security Exchange Commission) alla quale vanno comunicati i fatti salienti della gestione aziendale e del movimento degli azionisti in modo da diventare una “public reporting company” ed essere autorizzata a collocare i propri titoli presso terzi.

Una volta che la società è diventata pubblica, INTERINVEST preparerà un dossier da presentare alla FINRA (Financial Industry Regulatory Authority) e attraverso la sponsorizzazione di un Market Maker otterrà il simbolo (ticker) che serve a riconoscere il titolo internazionalmente e ad iniziare gli scambi delle azioni in Borsa.










































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